Oggi voglio raccontarti la storia di Ambra & Marco, con la fattoria La Corte di Dama e di come sono riusciti a passare da idea a Business nel Percorso di Coaching 1:1 insieme.
Una viaggio che inizia dalla scelta di ritornare a contatto con la natura, passando attraverso diverse tappe: il cambiamento, la nascita del progetto tra tante idee, il focus verso gli obiettivi, l’organizzazione tra i diversi lavori, il cambio di mindset, l’imparare a delegare, e l’importanza di vedere il proprio valore.
Tutto inizia con un’idea
P.
Ciao Ambra, grazie per essere qui. È bello vederti. Siamo qui per aiutare. Per condividere la tua storia affinché sia d’ispirazione agli altri. Soprattutto per le persone che hanno delle idee che vogliono trasformare in un Business e magari non sanno da dove iniziare.
A.
Grazie a te Patty! È una bellissima opportunità.
P.
Che ne dici di spiegare meglio che cos’è La Corte di Dama e chi siete voi?
A.
Certo! Noi siamo un mix di tante cose. Siamo nati da un’idea che nel tempo si è trasformata e che continua ad essere in evoluzione.
Di base siamo un’Azienda Agricola. Produciamo olio e vendiamo uova, quindi abbiamo tante galline e un orto molto grande. Viviamo circondati da tantissimi animali quindi possiamo definirci anche come vera e propria Fattoria, anche perché a brevissimo saremo ufficialmente “Fattoria Didattica”.
Lavoriamo a stretto contatto con le persone, con i bambini e con le famiglie.
Con tutti quelli che vogliono prendersi una pausa o un momento per stare a contatto con la natura e con gli animali.
Il nostro obiettivo è quello di permettere a tutti di vivere ciò che per noi è la normalità.
Abbiamo iniziato a lavorare insieme nel Percorso di Coaching 1:1 a marzo 2020 e come accennavi sono successe tantissime cose nel mentre. Ognuna di queste però ci ha aiutato a trasformare l’idea iniziale in un Business.
P.
Per chi non lo sa, noi ci conoscevamo da prima, ma quando ho letto la prima email che mi mandasti ho pensato: “Che bello averti ritrovata”.
Ricordo la vostra voglia di tornare ai ritmi lenti della natura. Entrambi avevate lavori frenetici.
Vuoi raccontare tu quel momento?
A.
Marco aveva fatto un periodo in cui, da Verona, lavorava a Padova, quindi era tosto soprattutto per le ore di viaggio, oltre al lavoro stesso.
Abbiamo comunque deciso di voler vivere nel paesino dove siamo nati, che è in provincia di Verona, nonostante avessimo dei lavori molto distanti. Lui Padova e io Desenzano del Garda. Si trattava di trascorrere tanto tempo in macchina, però avevamo bisogno di tornare qui perché ci faceva stare molto bene.
Era quella pausa dopo il lavoro che ci permetteva di riprenderci.
Dalla scelta di voler vivere qui abbiamo poi messo in discussione un po’ tutto e iniziato a dare vita al nostro Business. Abbiamo cominciato cercando di capire se volevamo continuare con i nostri lavori o se li volevamo cambiare.
Infatti ti avevo contattato per cambiare lavoro e non per aprire quest’azienda e mi ricordo proprio la tua domanda: “Ma sei sicura che vuoi cambiare lavoro o c’è qualcos’altro?”
E da lì è partito tutto.
La nostra collaborazione ha fatto emergere la volontà di creare qualcosa di nuovo.
P.
C’era la tua voglia di creare nuovi progetti, e nel frattempo anche all’interno dell’azienda per la quale lavoravi hai cambiato ruolo.
Il motore dei primi passi
A.
Esatto, poi ho anche cambiato azienda.
Per Marco invece è stata proprio una necessità che si è sposata perfettamente con quel progetto che abbiamo pensato insieme. Ad un certo punto infatti, l’idea si era trasformata già in operatività. Nell’inizio di un vero e proprio Business.
Mentre entrambi lavoravamo, nel giro di un anno, abbiamo capito che per dare più spazio a quest’azienda era necessario staccarsi.
Tra i due ha deciso lui di prendere coraggio per fare questo salto.
P.
Quindi ovviamente c’era la paura di lasciare quello che era sempre stato “giusto”?
La natura però stava già richiamando Marco in qualche modo, perché ricordo che appena c’era occasione lui era fuori, ad occuparsi della fattoria.
A.
Al 100% sì!
Infatti una cosa che ci tengo a sottolineare è il messaggio che vogliamo portare oggi, ovvero che le cose evolvono un passo alla volta.
Quando abbiamo iniziato con il progetto, lo facevamo entrambi lavorando, nei weekend, nei giorni liberi e siamo partiti con i nostri amici, con gli amici di amici. Abbiamo fatto un’estate provando e riprovando diversi servizi che oggi si sono perfezionati.
Siamo partiti con quello che c’era ed è questa la grande lezione che ci siamo portati grazie a te.
La paura o la resistenza nel partire a volte è dovuta alla procrastinazione o al desiderio di perfezione.
“Parto se ho quella cosa o quando avrò raggiunto questo”
Anche noi ci eravamo cascati, finendo così con il vedere tutto esageratamente grande.Con te invece lo abbiamo trasformato in piccoli mattoncini.
Mi ricordo proprio quando siamo partiti con i nostri amici. Gli abbiamo detto di venire con i loro bimbi e abbiamo fatto il primissimo tour della fattoria. Abbiamo impiegato non so quante ore a prepararlo e se ci ripenso, oggi è una cosa che invece ci viene super naturale, però ormai sono passati due anni.
Quello che mi sento di portare ad alta voce oggi è proprio che è tutto in divenire e si parte con quello che c’è. La cosa fondamentale non è neanche avere perfettamente chiare le idee, ma avere chiaro l’obiettivo o il valore che si vuole portare.
Mettersi in discussione per innovarsi
P.
Nel tempo avete poi testato e migliorato quello che stavate facendo ed è questo che rende un Business vincente: l‘innovazione costante.
A.
Proprio così! Infatti anche quando vediamo che un servizio va bene lo mettiamo in discussione con la nostra evoluzione perché noi non siamo più gli stessi di qualche mese prima.
Nell’andare avanti infatti sono entrate delle collaborazioni con persone che sposano la nostra idea e così sono nati dei servizi che si gestiscono in autonomia. Grazie a questo siamo cresciuti e ora abbiamo più tempo per fare altro e dedicarci a qualcosa che ci rispecchia ancor di più.
Però se penso a noi l’anno scorso, effettivamente non pensavamo alle collaborazioni quindi è bello vedersi aperti a quello che arriva e che succede.
Permettersi di fare ciò che in quel momento ti senti chiamata a fare e non avere timore di quello che ti porta al prossimo livello, anche se sembra molto diverso.
È più semplice fare cose che abbiamo già fatto eppure è proprio quella cosa che ti porta al livello successivo. Le persone lo percepiscono quando sei in crescita.
P.
È vero, state facendo un sacco di cose nuove, ed è proprio così che a volte si segue il flusso no? È bello anche fermarsi a vedere cosa state facendo oggi.
Rispetto a questo aggiungo qualcosa che penso sia importante per chi ha un’attività oppure un hobby, o un’idea che vuole trasformare in Business. Possiamo consolidare servizi che ci sono già e poi aggiungere altro. A volte può significare delegare, come hai detto prima.
Altrimenti rischiamo di mettere tante cose e di non riuscire a portarle avanti e quindi neanche a perfezionarle e magari perdere anche il focus no?
A.
Esatto, cambiano tante cose però la nostra scelta a un certo punto è stata prendere consapevolezza delle nostre risorse e scegliere a che cosa dedicarle.
Da lì, per caso, è nata una bellissima opportunità di collaborazione. La prima.
Abbiamo cercato di vedere il “delegare” come un’opportunità di fare altro e questo ci ha permesso di evolvere.
Organizzarsi per crescere il business
P.
Una cosa di cui parlo spesso è il calendario. Comincia tutto da lì.
Quando abbiamo chiaro che cosa mettiamo nel nostro calendario è molto più semplice anche delegare.
Credo che questo vi abbia aiutato tanto. Vuoi raccontarlo meglio?
A.
Noi abbiamo cercato di mantenere questo modo di lavorare per piccole task settimanali, anche per avere la testa più libera.
Un progetto grande che ci impiega diverso tempo, lo suddividiamo nelle settimane e ognuna in altre task più piccole. Questo ci permette di organizzare al meglio il nostro tempo nel lavoro e con Flora, la nostra bimba di quasi due anni.
Nonostante tutto cerchiamo sempre di prenderci il nostro tempo, anche grazie al supporto che riceviamo dalla nostra famiglia.
P.
Ricordo quando abbiamo lavorato sulla co-creazione con gli altri. Come renderli partecipi alle decisioni e anche responsabili della loro parte, all’interno del Business.
È quello che poi permetteva a tutto di funzionare perché all’inizio c’era la tendenza di farle tutto da soli.
Delegare e coinvolgere gli altri dando fiducia invece è quello che poi vi ha permesso di essere coordinati quando c’erano persone esterne. Ma soprattutto creare quell’armonia che le persone respirano e che cambia completamente l’esperienza.
Guadagnarsi il supporto degli altri
A.
A proposito vorrei precisare una cosa che secondo me potrebbe essere d’aiuto ad altri.
Mi ricordo che ci abbiamo lavorato tanto su questo, soprattutto all’inizio, perché il supporto non è scontato, anzi, io e Marco ce lo siamo guadagnati con il tempo.
Noi credevamo tantissimo in questo Business e il vedere che all’inizio non fosse così supportato dalla nostra famiglia non è stato facile. Ci mettevamo in discussione, perché è normale che il feedback di un familiare abbia il suo impatto.
Ci abbiamo lavorato seguendo il tuo consiglio di parlarne come se esistesse già, perché così poi l’appoggio o il supporto sarebbero arrivati. È andata esattamente così.
È successo tutto piano piano e anche oggi è così. Quando a volte proponiamo qualche novità non è detto che sia appoggiata, ma abbiamo capito che è normale. Anche tra noi due a volte qualcuno ci crede di più dell’altro.
Ci sono stati momenti difficilissimi di scontro finché non abbiamo capito che non dobbiamo convincere nessuno. Noi ci crediamo, ne parliamo al presente perché questo è il nostro lavoro a prescindere dal fatto che ne abbiamo altri.
Penso che sia proprio questo a trasformare un’idea in un Business.
Renderlo reale attraverso quello che pensiamo e come rispondiamo alle persone che dubitano.
P.
Con le altre persone si ha spesso paura di dire quello che si fa, o quello che si vuole fare, ma si possono usare queste situazioni proprio come pretesto per dire quello che ancora non è.
Non occorre che ci credano e alle volte non occorre neanche che ci crediamo noi al 100%. Normalizziamo questi momenti.
Andare oltre le credenze limitanti
Quello in cui dobbiamo credere sono i risultati. Cioè osservare l’impatto e il valore di ciò che stiamo creando nel nostro Business, anche in termini di ritorno economico, che siano 5, 10 o 100 Euro.
Ti ricordi quando all’inizio hai lavorato tantissimo sull’essere grata di quello che già c’era e sfruttare la gratitudine come motore.
Perché se noi non vediamo il valore di quella cosa come riusciamo a chiedere 15 Euro di contributo al nostro amico perché viene a pranzo quella domenica?
Se noi non riusciamo a vedere che cosa stiamo effettivamente portando nella sua giornata, no?
A.
Esattamente!
Poi quando è uscito MONEY FLOW, il tuo corso sul Money Mindset, si sono un po’ uniti i puntini. Solo durante la Masterclass sono venute a galla tante credenze limitanti ereditate dalle nostre famiglie che ci stavano condizionando anche nel Business.
Cominciare a lavorarci però ci ha poi permesso di creare valore e di sentirci liberi nel chiedere.
P.
Si esatto, anche io sono veneta e credo che ci siano delle peculiarità specifiche.
Veniamo dai nostri nonni abituati alla miseria, e che involontariamente ci hanno trasmesso quell’idea del sacrificio, ma è proprio rompere queste catene con il passato a permetterci di fare oggi cose diverse e creare nuovi tipi di scambi e relazioni.
Vedere sempre di più quello che facciamo come una cosa positiva laddove ci è stato mostrata solo la parte più legata alle paure.
Permetterci quindi di ricevere anche di più.
Le credenze che ci vengono trasmesse, indirettamente ci bloccano dal ricevere e anche dal chiedere con chiarezza e questo poi porta la persona a non investire perché magari non capisce.
Questo per dire che avete fatto un grande lavoro che ha sicuramente aiutato l’evoluzione del vostro Business.
Osservare per fare chiarezza
A.
Sì, è bene ricordarsi che non solo ricevere non è negativo, ma che ce lo meritiamo.
Un’altra cosa che voglio dire su questo è che non importa quanto riceviamo perché sono sempre soldi.
La normale crescita di un’attività passa attraverso numeri più piccoli per poi arrivare a quelli più grandi, ma in ogni caso i numeri grandi sono fatti da numeri piccoli.
Ogni tanto mi viene in mente il tuo consiglio di guardare il conto corrente o il portafoglio, così entri in confidenza con i soldi e diventa più semplice anche vedere la crescita.
P.
Esatto! Ricordo che a Maikol, il mio compagno, un anno fa ormai, dissi di iniziare a segnare i ticket gratuiti che riceveva per entrare a determinati concerti, grazie al suo Business Music Travel Guide. Questo lo aiutava a vedere che comunque qualcosa stava entrando.
E questo semplice gesto fa partire il flusso.
Anche se sono pochi, sono sempre soldi che entrano, quindi è importante vederli, apprezzarli e ripartire da lì ogni volta.
Non arrendersi di fronte agli ostacoli
A.
Assolutamente sì!
La parte burocratica è quella che ci ha richiesto tantissime energie.
Siamo partiti con una persona, ma poi non si andava avanti. Sono passati mesi prima di ottenere delle risposte che non erano quelle che volevamo, però non ci siamo arresi alle risposte negative. Abbiamo capito che forse non erano le persone giuste e abbiamo cercato altrove, trovando la persona che ci segue tuttora.
Questo lo dico come invito a guardare oltre le solite persone che conosciamo e che magari ci dicono il loro punto di vista.
P.
C’è una bellissima frase che dico spesso.
“Quando qualcuno ti dà un consiglio assumi che sia sbagliato.”
In questo modo puoi trovare la persona più giusta che ti può aiutare in quello che stai cercando.
Non scoraggiarci, anche se quella situazione può richiedere un po’ di fatica nel trovare quello che effettivamente ci serve, ma anche questo è parte del gioco.
A.
Sì, mi ricordo ancora quanta fatica abbiamo fatto nel reperire tante informazioni per poi capire che si può dare vita ad un Business anche con meno.
Ad un certo punto ci siamo proprio fermati e abbiamo deciso di iniziare con quello che avevamo. Se sono sbagliate le informazioni, un po’ alla volta si cambieranno.
Dopo due anni stiamo ancora valutando nuove idee e proposte anche anche a livello burocratico. Non ci spaventa più il poter cambiare o il poter ricevere nuove informazioni e questo rende tutto più semplice.
Ad ogni idea, il suo tempo
P.
Quindi è essere okay con la decisione che stai prendendo ora e aperta ad aggiungere dell’altro perché arriverà sicuramente.
Un po’ perché ci sono tantissime informazioni, un po’ perché anche noi cambiamo e abbiamo sempre bisogno di diverse informazioni per poter procedere.
Questo si connette molto anche alle varie idee che avevate all’inizio. Alcune semplicemente hanno bisogno di più tempo, quindi non devevate necessariamente occuparvene in quel momento, le avete appuntte per riprenderle più avanti.
A.
Esattamente questo!
Nelle prime mappe che abbiamo creato sul progetto della Fattoria ci sono dentro cinquanta idee diverse. Probabilmente volevamo svilupparle tutte, ma la realtà è che alcune di quelle cose si sono perse e non ci interessano più, poi ne abbiamo inserite altre.
Ci sono progetti che sicuramente svilupperemo negli anni perché sono enormi, ma che abbiamo capito essere più in linea con noi.
Voglio dire un’ultima cosa molto bella.
Con l’arrivo di Flora penso che le cose si siano allineate ancora di più.
P.
Infatti questa tua voglia di creare qualcosa per i bimbi ha subito trovato risposta, ricordi?
Quando è arrivata, l’ambiente che volevate creare per lei era quello che poteva aiutare altri bimbi.
A.
Avere lei ci aiuta a vedere quello che è necessario. È come avere un cliente tutti i giorni.
Quindi sì, effettivamente lei ci ha aiutato tanto anche a capire cosa e quanto semplificare nella vita in generale.
P.
Vuoi dirci che cosa ci sarà nei prossimi eventi?
A.
Molto volentieri!
Una o due volte al mese il Tour della Fattoria dove si può venire in gruppo. Con i bimbi facciamo delle attività per fargli conoscere gli animali da vicino ed entrarci in contatto.
Queste esperienze sono sempre diverse perché le modelliamo in base ai bambini che vengono e in base al gruppo che c’è quel giorno. Per esempio a brevissimo faremo un Picnic in Fattoria perché abbiamo visto che è un bel momento di pausa.
Poi ci sono dei Laboratori in programma, come il Contact Kids. Si tratta di una pratica stupenda, conosciuta tramite una mamma che ha partecipato ad un nostro laboratorio.
P.
Grazie per essere stata qui Ambra e della bellissima chiacchierata!
Se siete nella situazione di Ambra, avete le idee confuse, volete creare il vostro business oppure volete farlo crescere, possiamo lavorare insieme nel Percorso di Coaching 1:1.
Invece, vuoi dire dove vi possono trovare?
A.
Certo, nella nostra pagina Instagram @lacortedidama dove condividiamo il programma delle attività della fattoria, e delle esperienze che organizziamo.
Grazie mille a te Patty, un abbraccio.
